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Pubblicato in Italia

E' stato pubblicato anche in Italia il volume "Ispirazione per una governance globale", realizzato da Ruud Lubbers, uno dei padri della Carta della Terra, già primo ministro olandese e alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il volume, edito in occasione del sessantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo, guida il lettore attraverso la storia recente del sistema di governo mondiale, sostenendo che la dichiarazione dei diritti dell'uomo e la Carta della Terra rappresentano una base per la gestione politica globale. La Carta della Terra, ricorda Lubbers, pone l'accento sull'interconnessione di tutti gli esseri viventi e sul nostro dovere di proteggere la vitalità del pianeta e la sua diversità, sottolineando anche l'importanza della spiritualità nella gestione e nell'applicazione del potere politico e la necessità di un collegamento tra le civiltà. Il volume è disponibile su richiesta, al costo di 10 euro, presso la segreteria della Federazione Pro Natura.

Incontro del COBAT a Roma sulla storia dell'ambientalismo in Italia

Si terrà il prossimo 19 maggio a Roma alle 18 presso il Palazzo delle Esposizioni, promosso dal COBAT, il Consorzio per le batterie esauste, un incontro dibattito che ripercorrerà le tappe della storia dell'ambientalismo italiano, dagli anni Settanta ad oggi. L'evento sarà realizzato in occasione del ventesimo anniversario del COBAT. Dopo un saluto del presidente del COBAT Giancarlo Morandi, la conduttrice televisiva Tessa Gelisio intervisterà sul tema il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci insieme al segretario generale della Federazione Pro Natura, Corrado Maria Daclon.

Online il nuovo sito italiano della Carta della Terra - www.cartadellaterra.it

E’ online il nuovo sito della Carta della Terra. Come è noto, il progetto della Carta della Terra iniziò nell’ambito delle Nazioni Unite con la conferenza di Rio de Janeiro. La Carta venne elaborata, finalizzata e quindi lanciata nel 2000 dalla Commissione della Carta della Terra, un organismo internazionale indipendente di cui la Federazione Pro Natura rappresenta il referente per l’Italia. Il nuovo sito www.cartadellaterra.it curato dalla Federazione contiene molte informazioni sulla storia della Carta, la sua strategia, le azioni da intraprendere e le modalità di adesione, nonché i riferimenti di tutti i gruppi e comitati che rappresentano la Carta nel mondo. Completa il nuovo sito un video esclusivo scaricabile, dalle immagini suggestive, che traccia il percorso della Carta della Terra e il suo ruolo per la sostenibilità e per una nuova società globale.

La Federazione nazionale Pro Natura, riunitasi in assemblea il giorno 15/03/2009, esprime una forte preoccupazione per la proposta di Legge presentata dal Senatore Franco Orsi, che prevede una radicale modificazione della Legge 157 del 1992 “Norme per la

La Federazione Pro Natura parteciperà, con il proprio segretario generale, ad alcune riunioni presso il Parlamento Europeo a Bruxelles con lo scopo di predisporre un documento sui temi della politica ambientale europea e della sostenibilità da proporre ai candidati alle prossime elezioni europee. Il documento conterrà alcune linee guida su numerose tematiche quali la politica energetica, l’agricoltura, le biotecnologie, i trasporti, i trattati internazionali, e intende fornire un punto di vista di alcune associazioni di consumatori e di protezione ambientale ai futuri parlamentari europei indipendentemente da schieramenti ed appartenenze politiche.

Mozione contro la proposta di legge di modifica della disciplina dell’Attività venatoria presentata dal Sen. Franco Orsi

La Federazione nazionale Pro Natura, riunitasi in assemblea il giorno 15/03/2009, esprime una forte preoccupazione per la proposta di Legge presentata dal Senatore Franco Orsi, che prevede una radicale modificazione della Legge 157 del 1992 “Norme per la tutela della Fauna omeoterma e del prelievo venatorio”. In particolare ritiene del tutto inaccettabili i seguenti punti:

 

•   Abrogazione del principio secondo cui “la fauna è patrimonio indisponibile dello stato”.

•   Aumento delle specie utilizzabili come richiami vivi e soppressione dell’anello di riconoscimento.

•   Declassamento delle specie particolarmente protette (Orso, Lupo, Aquila reale, ecc.) a semplici specie protette con conseguente modifica anche del regime sanzionatorio.

•   Aumento del numero degli appostamenti fissi di caccia.

•   Abolizione della disciplina regionale della tassidermia e forte liberalizzazione.

•   Liberalizzazione del nomadismo venatorio su tutto il territorio nazionale per le specie migratrici.

•   Uso di carabine senza limitazione del numero di colpi nella caccia ai mammiferi, in violazione della Direttiva UE “Habitat”.

•   Estensione di oltre mezzora dopo il tramonto della caccia alle specie migratrici.

•   Autorizzazione della caccia da natanti.

•   Possibilità da parte di ragazzi sedicenni di esercitare l’attività venatoria e dunque di portare un’arma da fuoco.

•   Restituzione delle armi dopo la condanna dei bracconieri, nei casi in cui oggi è invece prevista la loro confisca.

•   Ridimensionamento del ruolo dell’INFS ora ISPRA sostituito, di fatto, con delle strutture regionali.

•   Apertura della caccia all’interno delle aree demaniali e in altre aree protette.

•   Possibilità di cacciare nelle aziende faunistiche venatorie anche in terreni alluvionati, coperti totalmente di neve o ghiaccio.

•   Depennamento dalla Commissione Tecnica Venatoria del CAI e dell’ENPA che vi partecipavano di diritto.

•   Riduzione da quattro a tre dei rappresentanti delle associazioni Naturalistiche in seno alla Commissione Tecnica Venatoria.

•   Esonero dalla attività di vigilanza venatoria di guardie zoofile volontarie e di molte altre figure di vigilanza.

 

Per i motivi sopra esposti e molti altri ancora, l’Assemblea della Federazione nazionale Pro Natura dà mandato agli organi direttivi della Federazione di comunicare il proprio dissenso nei confronti di questa proposta di legge al Presidente delle Commissione Parlamentare, al Presidente del Senato e della Camera, ai capigruppo del Senato e della Camera.

L'Italia ospita uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi del bacino del Mediterraneo. La fauna italiana rappresenta più di un terzo dell'intera fauna europea. Allo stato attuale delle conoscenze, la fauna italiana è la più ricca fra quelle dei paesi

Nell'ambito dell'assemblea nazionale della Federazione Pro Natura è stata approvata una mozione in ordine alle competenze e alle modalità dello svolgimento della vigilanza ambientale con riferimento alle cosiddette "ronde volontarie". Riportiamo di seguito il testo completo del documento.

L’assemblea della Federazione Nazionale Pro Natura, riunitasi a Firenze il 15 marzo 2009, esprime la propria contrarietà al coinvolgimento delle guardie ambientali della Federazione, così come individuate ai sensi dello statuto vigente, in attività di controllo del territorio delle aree urbane note come cosiddette “ronde”. L’assemblea determina che le guardie ambientali della Federazione si attengano rigorosamente alle loro competenze di vigilanza in materia di tutela dell’ambiente ed educazione ambientale, e non vengano impiegate per finalità che esulano dagli obiettivi stabiliti dal regolamento approvato dalla Federazione.

28 marzo 2009 - Convegno

L'Italia ospita uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi del bacino del Mediterraneo.

La fauna italiana rappresenta più di un terzo dell'intera fauna europea. Allo stato attuale delle conoscenze, la fauna italiana è la più ricca fra quelle dei paesi europei.

Per la flora vascolare l'Italia è al primo posto in Europa per numero di specie, con un’elevata componente endemica. Il patrimonio forestale italiano è molto diversificato, dai boschi alpini di resinose (affini a quelli del centro e nord Europa), ai boschi misti di latifoglie, fino alla macchia mediterranea e alle formazioni dei climi caldo/aridi (assimilabili a quelli dei paesi nordafricani). Una delle principali minacce è la cattiva gestione forestale ivi incluso l'impianto di specie legnose esotiche.

Le aree marine e costiere italiane sono caratterizzate da una grande variabilità di specie animali e vegetali che si adattano a caratteristiche ecologiche diverse.

Qual è il valore della biodiversità?Qual è  quella maggiormente minacciata? Quali sono i  “Servizi” forniti dagli Ecosistemi? Quali sono le vie attraverso cui i CCG (Cambiamenti Climatici Globali) influenzano specie ed Ecosistemi e quali Impatti hanno? E l’Uomo?

 

28 marzo 2009

Palazzetto del Mare, via Bonito, Castellammare di Stabia (NA)

 

Convegno

 

Biodiversità ricchezza Mediterranea

Patrimonio unico

Protezione ed influenza dai cambiamenti climatici

 

Ore 10.00 Indirizzi di saluti:

-   On.le Stefania Prestigiacomo - Ministro dell’Ambiente

-   On.le Salvatore Vozza - Sindaco di Castellammare di Stabia

-   Arch. Anna Savarese - Presidente Ente Parco Regionale Monti Lattari

-   Dott. Riccardo Di Palma - Presidente Provincia di Napoli

-   Dott. Prof. Walter Ganapini - Ass. Ambiente Regione Campania

 

    Proiezione audiovisivo

 

    Interventi programmati coordinati da Carmelo Nicoloso:

-   Corpo Forestale dello Stato - CITES

-   Delegato Ministero Ambiente settore Conservazione Natura

-   Dott. Walter Giuliano - presidente Federazione nazionale Pro Natura

-   Prof. Franco Tassi - Comitato Parchi Nazionali – Progetto Biodiversità

-   Dott. Massimiliano Rocco – Dott. Massimiliano Di Vittorio

-   Dott.ssa Francesca De Luca - Ispettore Generale Azienda Foreste Regione Sicilia

-   Dott.ssa Flegra Bentivegna – Dir. Stazione Zoologica A. Dohrn (NA)

 

Ore 13.30 Pranzo a buffet

 

Ore 16.30 Interventi programmati coordinati da Umberto Celentano:

-   Dott. Vincenzo Rizzi - Centro Studi Naturalistici – Pro Natura Puglia

-   Dott. Giuseppe Tagarelli – CNR e Pro Natura Calabria

-   Dott.ssa  Mara Nicotra - Fondazione Frisone Melilli (SR)

-   Rappresentanti/Delegati Istituzioni/Organismi area Mediterranea

-   Rappresentanti/Delegati Associazioni Ambientaliste

-   Rappresentanti Studenti – Ricercatori Universitari

Documento delle associazioni sugli impianti eolici in Piemonte

“Criteri per la localizzazione degli impianti e protocolli di monitoraggio della fauna nella Regione Piemonte” è il titolo di un documento realizzato da alcune associazioni, tra cui Cuneobirding, WWF Piemonte, Pro Natura Cuneo, Legambiente di Cuneo, LIPU sezione di Cuneo, EBN Italia, Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, Associazione Mediterranea per la Natura.

Il documento sottolinea come il proliferare anche in Italia di impianti eolici industriali rende sempre più impellente la soluzione dei problemi legati alla loro localizzazione e agli impatti che possono avere sul territorio, sul paesaggio, sulla flora e la fauna. Il Piemonte potrebbe essere interessato da questi impianti proprio in quei territori a più alta naturalità e valenza conservazionistica, che si sottraggono spesso a operazioni cosiddette di valorizzazione turistica o di speculazione edilizia grazie alla loro marginalità o scarsa accessibilità, oppure che hanno un alto valore paesaggistico dovuto alla loro morfologia ed elevazione sul territorio, come appunto i crinali dei rilievi che caratterizzano la nostra regione. Partendo dalla considerazione che la progettazione di tali impianti si avvale per le parti tecniche e tecnologiche di professionalità specializzate - evidenzia il documento - è importante considerare con la stessa impostazione tecnico-scientifica anche gli aspetti legati sia al paesaggio sia agli ecosistemi nel loro complesso, avvalendosi delle conoscenze ormai acquisite anche in Italia.

Il documento delle associazioni ambientaliste ha perciò l’obiettivo di colmare questa evidente lacuna, dal momento che in alcune aree del nostro Paese è ormai lampante l’effetto devastante sul paesaggio sia naturale che antropico ed è provata la gravità degli impatti provocati da tali tipi di impianti a popolazioni di uccelli e chirotteri rari e minacciati e per questo particolarmente protetti in Europa. Gli autori sono convinti che l’applicazione rigorosa dei criteri e dei protocolli illustrati permetterà di compendiare le esigenze energetiche con quelle dell’ambiente che ci ospita, riducendo nello stesso tempo il margine di manovra per azioni puramente speculative, che nulla hanno a che fare con gli interessi generali della collettività e, men che meno, con le esigenze della fauna che vive nei nostri territori.

 

Una completa deregolamentazione della caccia

La proposta di legge presentata dal Sen. Franco  Orsi e ora in discussione presso la Commissione Territorio e Ambiente del Senato vanifica tutti i tentativi di avvicinamento tra alcuni settori del mondo ambientalista e quello della caccia. Più grave il fatto che, qualora malauguratamente questa proposta venisse convertita in legge, riporterebbe il nostro Paese indietro di molti decenni e ai margini della comunità internazionale per quanto riguarda la tutela e la gestione del patrimonio faunistico.

Più che una legge di regolamentazione della caccia, essa appare l’esatto contrario, una legge di de- regolamentazione della caccia.

Già nell’Art. 1 ci sono tutte le premesse delle nefandezze presenti nei successivi articoli. L’attuale legge, la 157 del 1992, recita che la “fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale.”, se venisse approvata questa legge si getterebbe a mare il principale caposaldo di tutela della fauna, inserendo il principio che il patrimonio faunistico non rientra più negli interesse dello Stato. Dall’eliminazione di questo principio basilare deriva un deciso ridimensionamento delle forme di tutela anche per quelle specie ormai ridotte a pochi esemplari. Specie che ora sono “particolarmente protette” come il Lupo, l’Orso, la Lince, il Gatto selvatico, la Foca monaca o tra gli uccelli l’Aquila reale passerebbero ad uno status di semplice protezione, modificando con ciò anche il regime penale e sanzionatorio nei confronti di coloro che uccidessero tali specie.

Certo, in un paese in cui il bracconaggio è una piaga, ancora estesa e radicata, si pensi alle continue uccisioni dei pochi orsi rimasti, o i decenni di battaglie per limitare le uccisioni di Pecchiaioli (adorni) sullo Stretto di Messina, questa norma appare quanto meno incomprensibile.

Con un colpo di spugna, di fatto, si accantona l’autorevolezza riconosciuta a livello internazionale di una delle poche strutture di ricerca faunistica operative in Italia l’ INFS ora ISPRA .

Questo istituto sarà relegato a semplice organo consultivo, per altro neppure difeso dall’avvocatura dello stato; al suo posto, sono previste strutture non ben definite a carattere regionali e provinciali. Appare smaccato il tentativo di riportare la ricerca scientifica sulla fauna all’interno di alvei facilmente controllabili.

Volendo continuare si può citare l’Articolo 10 che destina all’attività venatoria le aree demaniali, da sempre precluse alla caccia, o ancora la possibilità espressa nell’art. 21 di esercitare la caccia all’interno delle oasi di protezione, nelle citate aree demaniali e in altre aree protette.

Si autorizza la reintroduzione di una pratica che pensavamo definitivamente abbandonata, quella dell’uso di civette come zimbelli, che ci riporta indietro di decenni. Si può continuare ancora ricordando la completa liberalizzazione della tassidermia, così, qualsiasi cacciatore, circa settecentomila, potrebbe divenire un potenziale imbalsamatore.

Potrà essere esercitata la caccia anche in caso di condizioni ambientali particolarmente sfavorevoli per gli animali; infatti, la proposta di legge Orsi autorizza la caccia all’interno di Aziende Faunistico Venatorie con tutte le condizioni ambientali, in terreni alluvionati, nei laghi ghiacciati e in terreni completamente coperti di neve. In queste condizioni, è facile prevedere vere e proprie ignobili mattanze nei confronti di organismi, già falcidiati dalla fame e/o dalle condizioni ambientali avverse.

Solo per citare altre intollerabili modifiche alla attuale normativa, ricordiamo quella che riduce il numero delle associazioni naturalistiche da quattro a tre all’interno del Comitato Tecnico Scientifico Venatorio,  il depennamento dallo stesso organismo del Club Alpino Italiano e dell’Ente Nazionale per la Protezione Animale. La caccia agli ungulati  potrà essere effettuata anche nei giorni di silenzio venatorio, offrendo, per altro, la facoltà alle regioni di ampliare il numero delle specie cacciabili nonostante  le procedure di infrazione avviate dall’Unione Europea e che ci costano ingenti sanzioni, e molto altro ancora.

In questa sequenza negativa si può ancora ricordare l’allungamento fino a mezzora dopo il tramonto della caccia ai migratori, con il rischio, per la scarsità di luce, di abbattere specie protette. O ancora il ritorno ad un nomadismo venatorio senza più alcun legame tra cacciatore e il luogo di caccia.

A coronamento di tutto ciò, la proposta di legge offre la possibilità di cacciare anche a minorenni purché abbiano compiuto sedici anni; età questa in cui ancora non si ha diritto di voto, non si può guidare un’auto, ma, paradossalmente, si potrà imbracciare un’arma potenzialmente mortale.

Nonostante questa completa deregolamentazione, nel timore di qualche improbabile infrazione, si prevede di escludere dal servizio di vigilanza figure come guardie ecologiche, zoofile, guardie giurate comunali ecc.

Ciò che auspichiamo è che anche da parte delle Associazioni Venatorie più responsabili vi sia una presa di distanze da questa proposta di legge così da riprendere un percorso, seppure faticoso, di dialogo che possa emarginare i settori più integralisti del mondo venatorio che sostengono questa proposta di legge.